CENTRO DI CONSULENZA E TERAPIA PSICOLOGICA Porto di Telemaco

In quali ambiti lavoriamo?

Infanzia

Nel primo decennio di vita dei figli, i genitori possono allarmarsi osservando comportamenti e reazioni che sembrano incomprensibili. Non tutti sono indice di problemi seri. Perciò è importante una valutazione dinamica, che sappia distinguere quali situazioni richiedono un intervento professionale da quelle che rientrano tra le difficoltà fisiologiche (normali per l’età). Queste ultime possono essere superate con una breve consulenza agli adulti, che spesso serve a dar loro gli strumenti per affrontare con maggiore tranquillità i momenti difficili.

Il disagio di un bambino può manifestarsi attraverso comportamenti sintomatici, che sono come la punta di un iceberg e devono essere attentamente analizzati da professionisti esperti per arrivare a capirne le cause e la cura più adatta

  • fobie scolari
  • difficoltà di inserimento nel gruppo dei coetanei (bullismo, timidezza eccessiva, ecc.)
  • opposizione o rifiuto delle regole
  • terrori notturni e incubi (pavor)
  • angosce (di separazione, abbandono, perdita, ecc.)
  • enuresi
  • encopresi
  • difficoltà di adattamento e di sviluppo
  • disturbi dell’apprendimento (DSA)
  • inibizioni intellettive
  • depressioni, spesso nascoste da agitazione motoria (iperattività, ADHD) e/o instabilità emotiva (disturbi dell’umore)
  • disturbi del comportamento alimentare

Preadolescenza e adolescenza

A partire dagli 11 anni si avviano le trasformazioni della pubertà, fisiche e psicologiche, che comportano sempre una certa turbolenza. La adolescenze silenziose sono spesso come le acque chete sotto cui si agitano le difficoltà sommerse, quindi non immediatamente visibili, ma non per questo meno serie. I disagi, più o meno profondi, come si capirà solo con l’aiuto di un terapeuta competente, si manifestano con modalità diverse:

  • in famiglia (silenzi, scontri, incomprensioni, rabbie, ecc.)
  • a scuola (difficoltà dell’apprendimento, assenze, ritiri, problemi nella condotta, ecc.)
  • con i coetanei (isolamento, senso di esclusione, prevaricazioni agite e subite, ecc.)
  • attraverso regressioni (ritorno a modalità comportamentali e relazionali tipiche delle età precedenti)
  • con fughe in avanti (assunzione di comportamenti troppo spregiudicati per l’età con richieste di libertà e autonomia eccessive non giustificate dalla effettiva maturità psico-fisica)
  • nel corpo (distorsioni dell’immagine di sé, disturbi alimentari, patologie somatiche, ecc…)
  • nel comportamento (consumo di sostanze, ricerca di situazioni a rischio, eccessi o trasgressioni sessuali, ecc.)
  • attraverso sintomi (ansia, ossessioni, depressione, paure, timidezza, fobie, panico, apatia, ecc.)
  • nelle incertezze su di sé, sul futuro, sulla propria identità personale e sessuale

Queste comunicazioni sintomatiche si esprimono in modi diversi per forma e intensità a seconda dell’età.
Spesso si accentuano nei momenti di passaggio:

  • da un grado di scuola all’altro
  • dal biennio al triennio della scuola secondaria superiore
  • dopo l’ esame di maturità
  • in prossimità della tesi di laurea
  • al compimento della maggiore età
  • in occasione di cambiamenti nell’organizzazione familiare – nascita di un fratello, separazione dei genitori, trasloco…
  • in concomitanza di un innamoramento
  • in occasione di rotture amicali o sentimentali
  • a seguito di una frustrazione, bocciatura, esclusione da un gruppo…

Al fine di garantire uno sviluppo armonico che consenta un ingresso sufficientemente sicuro nell’età adulta, conviene non trascurare le esternazioni di disagio da parte dei ragazzi.